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Regione Puglia: stop del Garante ai dati dei disabili sul sito della Regione
lunedì 23 febbraio 2015
Regione Puglia: stop del Garante ai dati dei disabili sul sito della Regione
Il Garante ha vietato alla Regione Puglia di diffondere sul portale "Sistema Puglia" dati idonei a rivelare lo stato di salute dei cittadini. Su segnalazione di una persona, che aveva chiesto di partecipare a un bando per progetti personalizzati in favore di individui con disabilità motorie gravi, l'Autorità per la privacy ha verificato che la Regione aveva pubblicato in chiaro sul proprio sito web i nominativi dei cittadini che avevano presentato domanda di partecipazione al bando riservato ai disabili, rivelando di conseguenza il loro stato di salute. I documenti pubblicati, allegati alle determinazioni, riportavano in chiaro, tra l'altro, oltre al nome e cognome del richiedente, il codice, l'ambito territoriale, la data e l'ora dell'istruttoria, l'esito, e, per le domande non ammesse, la motivazione di esclusione. Le informazioni erano immediatamente visibili e liberamente scaricabili in rete tramite l'inserimento delle generalità nei più diffusi motori di ricerca generalisti. E' scattato perciò il divieto del Garante all'ulteriore diffusione in Internet dei dati personali contenuti nei documenti in questione. L'Autorità ha ordinato inoltre alla Regione, titolare del trattamento, di conformare per il futuro la pubblicazione di atti e documenti in Internet alle disposizioni del Codice privacy e delle Linee guida in materia di trasparenza e pubblicità, di recente adozione (doc web n. 3134436), rispettando in particolare il divieto di diffondere i dati sulla salute degli interessati. Il Garante ha anche prescritto alla Regione di attivarsi presso i responsabili dei principali motori di ricerca, al fine di sollecitare la rimozione della copia web degli allegati alle determinazioni dagli indici e dalla cache dei motori di ricerca. L'Autorità si è riservata di valutare, con separato provvedimento, gli estremi per contestare la violazione amministrativa prevista per l'infrazione al Codice.
Fonte: Garante privacy
 
AGCM - sanzione di 320.000 euro a Telkom: pratiche aggressive su recupero crediti
lunedì 26 gennaio 2015
AGCM - sanzione di 320.000 euro a Telkom: pratiche aggressive su recupero crediti
“Pratiche commerciali scorrette, in quanto aggressive”: sono quelle che, a giudizio dell’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato, Telkom S.p.A. ha messo in atto autonomamente per recuperare vari crediti a favore di Sky, inviando ai clienti “atti di citazione in giudizio presso sedi di Giudici di Pace senza il rispetto del Foro competente”. Per questo, l’Antitrust ha irrogato alla società una sanzione di 320.000 euro, da pagare entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento, che verrà pubblicato oggi nel Bollettino settimanale sul sito dell’Agcm. Il caso, segnalato all’Autorità da diversi consumatori tra il luglio 2013 e il marzo 2014, era rimbalzato anche sui media e in particolare era stato oggetto di un servizio nella trasmissione televisiva “Report”. Gli atti di citazione inviati da Telkom, “con l’indicazione di una fittizia data della prima udienza”, secondo l’Antitrust erano tali da esercitare sui destinatari “un indebito condizionamento, ingenerando il convincimento che, a prescindere dalla fondatezza della propria posizione debitoria, sia preferibile provvedere rapidamente al pagamento dell’importo richiesto piuttosto che esporsi a un contenzione giudiziario”. Questa pratica commerciale è stata giudicata, inoltre, “non conforme al livello di diligenza professionale ragionevolmente esigibile”. Allo stato degli atti, la stessa Autorità non ha riscontrato, invece, elementi sufficienti a integrare una violazione del Codice del Consumo in ordine a un’altra pratica con cui la stessa Telkom sollecitava il pagamento di crediti, su incarico di diversi committenti, “anche minacciando il recupero giudiziale”.
Fonte:AGCM
 
AGCM sanziona Ryanair per pratiche commerciali scorrette
mercoledì 21 gennaio 2015
AGCM sanziona Ryanair per pratiche commerciali scorrette
Sanzione amministrativa per complessivi 550.000 euro a Ryanair, la compagnia aerea irlandese di voli low cost, per pratiche commerciali scorrette. Sotto accusa, in particolare, le modalità di assistenza fornite ai passeggeri attraverso un servizio di call center raggiungibile esclusivamente tramite numerazioni a sovrapprezzo. La multa è stata irrogata dall’Antitrust al termine di un procedimento per pratiche scorrette, avviato il 6 giugno 2014 a seguito di numerose segnalazioni di passeggeri e associazioni di consumatori che lamentavano l’estrema difficoltà e onerosità nel mettersi in contatto con l’operatore per esercitare specifiche prerogative contrattuali. Tra queste, la richiesta di assistenza per l’imbarco di persone con ridotta mobilità; la scelta di un volo sostitutivo in caso di variazioni al piano di volo disposte dal vettore; la modifica della prenotazione effettuata prima del volo; la richiesta di restituzione delle somme erroneamente addebitate al  momento della prenotazione e di emissione della fattura commerciale per il volo acquistato, oltre all’utilizzazione dei bonus di credito concessi dal vettore. L’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato ha concesso a Ryanair 90 giorni di tempo entro cui comunicare le iniziative adottate per rimuovere i profili di scorrettezza accertati, sui quali la compagnia ha iniziato a intervenire nel corso del procedimento, senza tuttavia averli ancora eliminati. Le misure già adottate dalla società hanno riguardato, nello specifico, l’abolizione del numero a sovrapprezzo dedicato all’assistenza prioritaria, la riduzione delle tariffe per l’assistenza telefonica e l’introduzione di un servizio di assistenza via chat, accessibile dal sito web del vettore, che consente al passeggero di interloquire con un addetto al servizio clienti. Di questo comportamento della compagnia, l’Agcm ha tenuto conto nella determinazione della sanzione. La decisione si colloca nell’ambito di altri interventi analoghi adottati dall’Autorità sulle modalità di assistenza ai passeggeri del trasporto aereo e, in particolare, sull’utilizzo di linee telefoniche a sovrapprezzo per esercitare legittime prerogative contrattuali (vedi, da ultimo, la decisione n. 25181 del 12 novembre 2014, su Meridiana Fly - Rimborsi e call center a pagamento, Bollettino ufficiale n. 47/2014). Il provvedimento dell'Autorità è disponibile qui .
Fonte: AGCM
 
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