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Diritto Comparato dei Media
AGCM oscura 33 siti web che commercializzavano merce contraffatta
martedì 19 novembre 2013
AGCM oscura 33 siti web che commercializzavano merce contraffatta
Con questo intervento salgono a 54 i siti resi inaccessibili perché vendevano oltre a Nike prodotti non originali delle marche Tod’s, Gucci, Prada,Hogan, Ray-Ban, Roger Viver e Armani L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, con la collaborazione investigativa dei militari del Gruppo Antitrust del Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza, ha oscurato 33 siti che vendevano scarpe Nike contraffatte. I siti, di cui sono titolari soggetti cinesi, sono stati resi irraggiungibili nell’ambito di due distinti procedimenti per pratiche commerciali scorrette.  Le misure cautelari sono state decise dall’Autorità presieduta da Giovanni Pitruzzella a tutela dei tanti consumatori che compravano su siti che, per il loro allestimento e la grafica utilizzata, con numerose immagini tratte dal sito Nike originale, potevano facilmente trarre in inganno, inducendo a ritenere che si trattasse di prodotti originali proposti ad un prezzo outlet. In realtà, secondo quanto emerge dalle segnalazioni della società titolare del marchio, inoltrate all’Autorità dall’Associazione Indicam, si trattava di prodotti contraffatti, con caratteristiche, anche in termini di sicurezza dei materiali usati, ben diverse da quelle dei prodotti originali. In base a una denuncia dell’Associazione Adoc, inoltre, molte scarpe Nike contraffatte sequestrate negli ultimi tempi dagli organi competenti sono risultate prodotte con materiali pericolosi per la salute come il cromo esavalente ed il DFM, prodotto antimuffa di cui in Europa è vietato l’uso perché altamente tossico.  Nei siti mancavano inoltre i dati sull’identità e l’indirizzo geografico del venditore insieme all’indicazione di tutti i diritti previsti per la vendita via web a tutela dei consumatori nella fase post acquisto, incluso il diritto di sostituzione e/o rimborso e l’esistenza del diritto di recesso. Del tutto preclusa, ovviamente, trattandosi di prodotti contraffatti, la garanzia legale di conformità.  Con questa misura salgono a 54 i siti che vendevano prodotti contraffatti oscurati dall’Antitrust, in collaborazione con i militari del Gruppo Antitrust della Guardia di Finanza: gli interventi oltre a Nike hanno riguardato i marchi Tod’s, Gucci, Prada, Hogan, Ray-Ban, Roger Viver e Armani.
Fonte: AGCM
 
Garante privacy: call center extra Ue più trasparenti
martedì 05 novembre 2013
 Garante privacy: call center extra Ue più trasparenti
Cresce il fenomeno dei call center delocalizzati in Paesi al di fuori dell'Unione europea e il Garante privacy interviene a tutela dei cittadini italiani. Con un provvedimento a carattere generale ,  adottato al termine di una articolata istruttoria,  il Garante ha ribadito le regole alle quali devono attenersi società e enti pubblici, che si avvalgono per le loro attività di customer care o di telemarketing di call center situati in Paesi dove non sono assicurate le garanzie previste dalla normativa comunitaria. L'Autorità, inoltre, sulla base delle recenti modifiche normative apportate dal legislatore italiano nel settore, ha  chiesto maggiori informazioni per gli utenti, possibilità di scegliere un operatore collocato sul territorio nazionale,  più trasparenza nei trattamenti di dati personali.  L'Autorità ha avviato anche una ricognizione dei soggetti che si avvalgono dei call center stabiliti fuori dall'Ue, verificando i tipi di operazioni effettuate e le modalità di trasferimento adottate. Il nuovo provvedimento ricorda le regole generali da rispettare per i trasferimenti di dati: autorizzazione del Garante, adozione di regole di condotta infragruppo (le cosiddette "binding corporate rules", Bcr), sottoscrizione tra le parti delle clausole contrattuali tipo stabilite dalla Commissione europea o quelle già indicate in specifici ambiti di attività (ad.es. per il telemarketing). Ma soprattutto introduce importanti novità. I titolari del trattamento (società e enti pubblici) che utilizzano tali call center dovranno infatti integrare l'informativa resa al momento del contatto con l'utente specificando anche la nazione dalla quale chiamano o rispondono. Per le chiamate in entrata,  in analogia a quanto previsto dalla normativa in vigore, i call center dovranno adottare apposite procedure per dare all'utente la possibilità di scegliere un operatore collocato sul territorio nazionale (ad es. deviando la telefonata o disponendo un successivo contatto da parte di un operatore italiano). D'ora in poi, inoltre, i titolari dal trattamento che intendono trasferire (o affidare) il trattamento di dati personali a un call center situato in Paesi extra Ue dovranno prima darne comunicazione al Garante, utilizzando un modello che sarà messo a disposizione sul sito dell'Autorità (www.garanteprivacy.it).  I call center che già operano in Pesi extra Ue dovranno invece informare il Garante entro 30 giorni dalla pubblicazione del provvedimento nella Gazzetta ufficiale. Ciò consentirà di acquisire elementi utili a comprendere l'ampiezza di un fenomeno in continua espansione e permetterà all'Autorità di valutare la portata del trasferimento dei dati personali al di fuori dall'Unione europea per i trattamenti operati dai call center, anche al fine di intervenire con tempestività ed efficacia in caso di violazioni del Codice privacy.
Fonte: Garante privacy
 
Maggiore tutela per i consumatori europei che scaricano giochi, e-book, video e musica
lunedì 14 ottobre 2013
Maggiore tutela per i consumatori europei che scaricano giochi, e-book, video e musica
Grazie a un'azione congiunta degli Stati membri dell'UE e della Commissione europea 116 siti web che vendono giochi, libri, video e musica digitali si sono adeguati alla normativa dell'UE relativa alla tutela dei consumatori.  Neven Mimica, Commissario europeo per la Politica dei consumatori, ha dichiarato: "La protezione dei diritti dei consumatori, anche nell'ambiente digitale in costante evoluzione, è per me una priorità. Sono lieto che tale indagine su larga scala (sweep) abbia affrontato alcune delle questioni più importanti relative al download di contenuti digitali. Un anno fa oltre il 50 % dei siti web non rispettavano la normativa: una situazione inaccettabile. Questa cifra è scesa al 20 % e si prevedono ulteriori miglioramenti. Si tratta di un grande progresso, ma continuerò a impegnarmi perché la situazione migliori." I progressi nella tutela dei consumatori sono il frutto del cosiddetto "sweep" — uno screening a livello europeo dei siti web per individuare le violazioni della normativa a tutela dei consumatori e, di conseguenza, garantirne l'applicazione. Lo screening dei siti web che vendono contenuti digitali ha avuto luogo nell'estate del 2012. Le autorità nazionali hanno controllato, in totale, 330 siti web, che corrispondono a un'ampia quota del mercato. Dopo indagini approfondite le autorità nazionali hanno riscontrato che 172 siti web non erano conformi alla normativa dell'Unione a tutela dei consumatori. Le società interessate sono state contattate con la richiesta di mettere i siti in regola. Finora sono stati resi conformi alla normativa 116 siti web; 49 sono soggetti a ulteriori procedimenti; in 5 casi le infrazioni, di modesta entità, non sono state perseguite dagli Stati membri, e 2 siti non esistono più. A seguito dell'intervento delle autorità incaricate dell'applicazione della legge negli Stati membri, l'80% dei 330 siti web sono ora in linea con la normativa UE a tutela dei consumatori. Qui per saperne di più.
Fonte: Commissione europea
 
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