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Diritto Comparato dei Media
Nuovo rapporto sullo stato del mercato delle telecomunicazioni dell'UE
mercoledì 23 luglio 2014
Nuovo rapporto sullo stato del mercato delle telecomunicazioni dell'UE
La Commissione europea ha pubblicato oggi una relazione, che copre gli anni 2012 e 2013, sul mercato e la regolamentazione delle telecomunicazioni. Di seguito, le principali conclusioni:
  • le entrate del settore sono nuovamente calate nel 2013, ma gli investimenti iniziano a crescere;
  • ai servizi di telefonia tradizionali si preferiscono sempre più i servizi VoIP;
  • il traffico dati è in rapido aumento;
  • i costi delle chiamate vocali e dei servizi dati su reti mobili sono più alti nell'UE rispetto agli Stati Uniti, mentre l'uso dei servizi mobili è più diffuso negli USA, dove si registra di conseguenza un "ricavo medio per utente" più elevato;
  • solo la Danimarca, la Germania, la Lettonia e Malta hanno raggiunto l'obiettivo del 2012 per l'autorizzazione di bande di frequenza specifiche. 21 Stati membri sono infine riusciti ad arrivare al traguardo nel 2013, ma il ritardo nell'assegnazione della banda a 800 MHz ha pesantemente rallentato la diffusione delle reti mobili 4G in tutta l'UE;
  • il tempo necessario per ottenere i permessi di installare nuove reti varia da pochi giorni a diversi anni, secondo il luogo in cui si costruisce la rete. La maggior parte delle autorità tuttora non accetta la presentazione delle richieste per via elettronica.
Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione europea, ha dichiarato: "Il cammino verso la realizzazione di un vero mercato unico è certamente ancora lungo. Bisogna tagliare l'onere burocratico e occorre un'azione normativa più coerente a livello sia nazionale che unionale per costruire finalmente questo mercato unico. L'attuazione in tempi brevi della direttiva sulla riduzione dei costi della banda larga contribuirà a centrare l'obiettivo, ma bisogna fare di più.".
Infrastruttura
Dalla relazione risulta inoltre che l'accesso a un'infrastruttura passiva di telecomunicazione è frammentato, complesso e pesante in alcuni Stati membri, tra cui Belgio, Bulgaria, Repubblica ceca, Francia, Lussemburgo, Malta e Polonia.
Consumatori
Esistono notevoli differenze tra gli Stati membri per quanto riguarda le tariffe all'ingrosso per la portabilità del numero, ossia il costo addebitato a un operatore concorrente per trasferire il numero di un abbonato.
Banda larga
La maggior parte dei paesi europei ha definito piani nazionali per la banda larga, ad eccezione di Grecia, Romania e Cipro, che stanno tuttavia per finalizzarli; i progetti nazionali per la banda larga sono finanziati nei modi più disparati (ad esempio mediante fondi pubblici nazionali sotto forma di aiuti di Stato o attraverso i fondi strutturali dell'UE).
Contesto
La relazione affronta una serie di questioni normative: regolamentazione del mercato, piani e finanziamenti per la banda larga, autorità nazionali di regolamentazione, autorizzazioni, gestione dello spettro, diritti di passaggio e accesso all'infrastruttura passiva, accesso e interconnessione, questioni relative ai consumatori, servizio universale e neutralità della rete. Tali questioni sono affrontate nel contesto degli sviluppi del mercato, della competitività e degli obiettivi fissati dall'Agenda digitale. La relazione copre il periodo da gennaio 2012 a dicembre 2013.
Il rapporto completo è disponibile qui.
Fonte: Commissione europea
 
Acquisti in-app: verso una maggiore protezione dei consumatori
venerdì 18 luglio 2014
Acquisti in-app: verso una maggiore protezione dei consumatori
A seguito di un gran numero di denunce presentate nei paesi dell'UE in merito agli acquisti all'interno di applicazioni (in-app) nei giochi on line, e in particolare gli acquisti inconsci fatti da bambini, le autorità nazionali si sono unite alla Commissione europea per cercare una soluzione. L'azione coordinata di enforcement condotta nell'UE in merito agli acquisti all'interno di applicazioni on line e di giochi sui telefoni cellulari ha compiuto progressi reali verso la realizzazione di risultati tangibili. L'industria ha sottoscritto una serie di impegni al fine di tener conto delle preoccupazioni dei consumatori. Questa azione ha accresciuto la fiducia dei consumatori nel settore in rapida crescita delle "app".  "È la prima azione di enforcement di questo tipo che vede la Commissione europea e le autorità nazionali riunire i loro sforzi. Sono lieto di constatare che si stanno producendo risultati tangibili. Questo è un aspetto importante per i consumatori, e in particolare per i bambini che devono essere meglio protetti quando giocano on-line. Questa azione ha costituito inoltre una preziosa esperienza per la riflessione in corso su come organizzare meglio l'attuazione dei diritti dei consumatori nell'Unione. Essa ha dimostrato che la cooperazione si ripaga e contribuisce a migliorare la protezione dei consumatori in tutti gli Stati membri", ha dichiarato Neven Mimica, Commissario dell'UE responsabile per la Politica dei consumatori.  Il Vicepresidente Neelie Kroes, responsabile per l'Agenda digitale, ha aggiunto: "La Commissione è estremamente aperta all'innovazione nel settore delle app. Gli acquisti all'interno di applicazioni sono un modello commerciale legittimo, ma è essenziale che i realizzatori di app comprendano e rispettino la normativa dell'UE allorché sviluppano questi nuovi modelli commerciali".
Una posizione comune concordata dalle autorità nazionali nell'ambito della rete CTC e trasmessa nel dicembre 2013(1) ad Apple, Google e all'Interactive Software Federation of Europe richiedeva quanto segue:
  • i giochi pubblicizzati come "gratuiti" non devono fuorviare i consumatori sui costi reali in questione;
  • i giochi non devono contenere inviti diretti ai bambini ad acquistare articoli nell'ambito di un gioco o persuadere gli adulti ad acquistarli per i bambini;
  • i consumatori devono essere adeguatamente informati sulle condizioni di pagamento degli acquisti e non dovrebbero vedersi addebitare importi in base a un'impostazione predefinita di pagamento senza aver fornito il loro consenso esplicito;
  • i commercianti devono fornire un indirizzo di posta elettronica per consentire ai consumatori di contattarli se hanno dubbi o rimostranze.
Attraverso il meccanismo di cooperazione per la tutela dei consumatori stabilito dalle norme dell'UE, Apple, Google e le pertinenti associazioni di categoria sono stati invitati a predisporre in tutta l'UE soluzioni concrete alle obiezioni sollevate. Google ha deciso di apportare diversi cambiamenti. L'implementazione in corso sarà completata entro la fine di settembre 2014. Ad esempio, non comparirà affatto l'espressione "gratis" quando i giochi contengono acquisti in-app, è previsto lo sviluppo di orientamenti mirati all'indirizzo degli sviluppatori di app per prevenire l'esortazione diretta ai bambini quale definita dalla normativa dell'UE e sono previste misure scaglionate nel tempo per contribuire a monitorare le palesi violazioni della legislazione consumeristica dell'UE. Google ha anche adattato le sue impostazioni predefinite per far sì che i pagamenti siano autorizzati prima di qualsiasi acquisto all'interno di applicazioni, a meno che il consumatore non scelga attivamente di modificare tali impostazioni. Anche se purtroppo Apple non ha finora prospettato soluzioni concrete e immediate per affrontare le preoccupazioni legate, in particolare, all'autorizzazione di pagamento, Apple ha espresso il proponimento di affrontare tali problematiche. Tuttavia, per la realizzazione di questi eventuali cambiamenti futuri non sono stati forniti né un fermo impegno, né un calendario specifico. Le autorità CTC continueranno le discussioni con Apple per assicurare che l'azienda fornisca dettagli specifici sui cambiamenti richiesti e li ponga in atto conformemente alla posizione comune. Le autorità di contrasto degli Stati membri e la Commissione europea hanno anche invitato le associazioni di sviluppatori di giochi on line e le rispettive piattaforme a riflettere sulle misure concrete che potrebbero adottare per affrontare le questioni sollevate nella posizione comune, tra cui la possibilità di adottare linee guida o standard che tengano conto del regolamento sulla cooperazione in materia di tutela dei consumatori (CTC). L'enforcement, tra cui le eventuali azioni legali, compete alle autorità nazionali che esamineranno ora come affrontare le eventuali questioni legali pendenti. La Commissione europea e gli Stati membri continueranno a monitorare la questione e in particolare a verificare in che misura gli impegni assunti vengono fatti valere nella pratica per rispondere alle preoccupazioni espresse in relazione alla posizione CTC. Magigori informazioni sono disponibili qui .
Fonte: Commissione europea
 
AGCM apre istruttoria nei confronti di 12 tour operator
mercoledì 16 luglio 2014
AGCM apre istruttoria nei confronti di 12 tour operator
L’Antitrust ha avviato 12 istruttorie nei confronti di alcuni Tour Operator italiani a seguito delle numerose segnalazioni  ricevute da parte di consumatori e associazioni di consumatori, relative all’annullamento dei viaggi in Egitto determinato dal  fermo invito da parte del Ministero degli Affari Esteri a non recarsi in quel Paese, diffuso nell’agosto 2013 e che si è protratto sino a giugno 2014. Le istruttorie riguardano i pacchetti turistici di Alpitour, Veratour, Going con Bluvacanze, Eden Viaggi, Phone&Go, Swantour, Marevero (di Damare S.r.l. e Liberi Tutti Travel S.r.l.), Settemari, I Viaggi di Atlantide (di Impresa Viaggi Sea Line S.r.l), I Viaggi del Turchese, Brixia Tour Operator (di Savio Nicola & Co. S.a.s), Amico Tour Resort Travel (di Maurizio Pellucchini). Tali operatori turistici non avrebbero rimborsato, al momento dell’annullamento del viaggio disposto unilateralmente, l’intero prezzo corrisposto dai clienti, addebitando anche i costi amministrativi, né avrebbero proposto mete alternative senza maggiorazioni di prezzo. Attualmente, inoltre, la promozione di pacchetti turistici tramite i siti internet degli operatori sarebbe caratterizzata da rilevanti carenze informative sulle condizioni socio-politiche in cui versa l’Egitto, la cui conoscenza è essenziale ai fini di una decisione consapevole e avveduta. I procedimenti, che si concluderanno entro cinque mesi dall’avvio, dovranno verificare se i comportamenti posti in essere dai Tour Operator costituiscono pratiche commerciali scorrette in violazione del Codice del Consumo.
Fonte: AGCM
 
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