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Diritto Comparato dei Media
La Corte Costituzionale analizzerà la costituzionalità del regolamento copyright di AGCOM
venerdì 26 settembre 2014
Il Tar Lazio con un'ordinanza depositata questa mattina, nell'ambito dei ricorsi promossi avverso il regolamento AGCOM sulla tutela del copyright online, ha rimesso alla Corte Costituzionale la seguente questione: "il Collegio ritiene necessario sottoporre alla Corte Costituzionale la seguente questione incidentale di legittimità costituzionale, rilevante ai fini della definizione del giudizio a quo, ovvero ai fini della eventuale declaratoria di illegittimità del regolamento dell’AGCom impugnato con il ricorso in epigrafe e del suo conseguente annullamento in sede giurisdizionale, volta ad ottenere una pronuncia pregiudiziale circa la possibile illegittimità costituzionale dell’art. 5, comma 1, e degli artt. 14, comma 3. 15, comma 2, e 16, comma 3, del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, nonché del comma 3 dell’art. 32 bis del testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici approvato con decreto legislativo n. 117 dei 2005, come introdotto dall’art. 6 del decreto legislativo n. 44 del 2010, sulla cui base è stata adottata la impugnata “Delibera n. 680/13/CONS del 12 dicembre 2013” recante il “Regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica e procedure attuative” e l’ “Allegato A” alla predetta Delibera, per la violazione dei principi di riserva di legge e di tutela giurisdizionale in relazione all’esercizio della libertà di manifestazione del pensiero e di iniziativa economica, sanciti dagli articoli 2, 21, I comma, 24 e 41 della Costituzione, nonché per la violazione dei criteri di ragionevolezza e proporzionalità nell’esercizio della discrezionalità legislativa e per la violazione del principio del giudice naturale, in relazione alla mancata previsione di garanzie e di tutele giurisdizionali per l’esercizio della libertà di manifestazione del pensiero sulla rete almeno equivalenti a quelle sancite per la stampa, con la conseguente violazione degli articoli 21, commi 2 e seguenti, 24 e 25, comma 1, della Costituzione". Il testo completo dell'ordinanza è disponibile qui .
 
Maggiori garanzie per i dati degli utenti telefonici accessibili a fini di giustizia
mercoledì 27 agosto 2014
Maggiori garanzie per i dati degli utenti telefonici accessibili a fini di giustizia
Parere favorevole del Garante privacy sullo schema di Convenzione tra il Ministero dell'interno e i gestori di servizi di telecomunicazioni che regola l'accesso telematico delle forze di polizia e dell'autorità giudiziaria ai dati dei possessori di telefoni fissi e mobili.  Il via libera si riferisce ad una versione di schema aggiornato alla luce degli approfondimenti svolti con l'Ufficio del Garante che hanno permesso di chiarire alcuni aspetti della Convenzione e di introdurre maggiori garanzie per i possessori di telefoni fissi e mobili. A seguito dell'intervento del Garante, l'accesso ai dati (nome, cognome, numero telefonico, data attivazione/cessazione linea, residenza, ecc.) - previsto dalla legge e autorizzato solo per finalità di giustizia - avverrà esclusivamente tramite il Centro di elaborazione dati (Ced) del Dipartimento della pubblica sicurezza utilizzando uno specifico sistema informatico denominato Elenco Telefonico Nazionale (ETNa). Un sistema che consente la consultazione delle banche dati dei vari gestori e non comporta la creazione di un nuovo archivio né la duplicazione di informazioni. Tutti gli accessi ai dati saranno tracciati e potranno avvenire solo da postazioni di lavoro certificate e gli utenti (ufficiali e agenti di polizia e personale designato dai capi degli uffici giudiziari) dovranno essere in possesso  di specifici profili di abilitazione e credenziali di autenticazione personali. Il flusso di comunicazione dovrà essere protetto da elevati standard di sicurezza e non potranno essere utilizzati dispositivi automatici che consentono di consultare i dati in forma massiva. Precisati anche i compiti dei supervisori e degli amministratori locali, due figure  preposte, tra l'altro, alla individuazione e alla gestione operativa, formazione e controllo del personale abilitato ad accedere ad ETNa.
Introdotto, inoltre, l'obbligo per i gestori tlc di trasmettere al Ced report delle attività di monitoraggio e controllo delle operazioni effettuate dal personale che utilizza ETNa. Il provvedimento del Garante è disponibile qui .
Fonte: Garante privacy
 
AGCM: più veloce l'estinzione di conti correnti postali
giovedì 21 agosto 2014
AGCM: più veloce l'estinzione di conti correnti postali
Niente più ostacoli o ritardi per le richieste dei consumatori di estinguere i rapporti di conto corrente. L’Antitrust ha accettato gli impegni presentati da Poste Italiane S.p.A. ritenendoli idonei a rendere effettiva la possibilità di risolvere il contratto di conto corrente in tempi rapidi. Si chiude così l’istruttoria avviata a novembre dello scorso anno per verificare eventuali comportamenti scorretti sulla chiusura dei C/C.  Secondo l’Autorità, gli impegni presentati da Poste Italiane S.p.A. sono idonei a sanare i possibili profili di illegittimità della pratica commerciale in quanto consentono di accelerare il processo di estinzione dei conti correnti e favoriscono la mobilità della clientela. Le misure vincolanti prevedono il rispetto di tempi massimi di chiusura dei conti correnti pari a 15 giorni, salvo casi particolari. La società si è impegnata poi a rendere maggiormente trasparenti gli adempimenti necessari alla chiusura del rapporto e a sospendere le spese di tenuta conto sin dal giorno della richiesta di chiusura, garantendo la tempestiva comunicazione dell’esistenza di eventuali cause ostative al completamento della procedura. Poste non richiederà più il versamento di una somma forfettaria in caso di saldo insufficiente al momento della presentazione della domanda di chiusura conto e comunicherà la data effettiva di estinzione del rapporto. E’ infine previsto il rimborso delle spese di tenuta del conto corrente sostenute dai consumatori che hanno proceduto alla chiusura del rapporto nel periodo compreso tra il 1° settembre 2007 e la data del provvedimento dell’Autorità Garante della Concorrenza, qualora per cause imputabili a Poste Italiane i tempi di estinzione abbiano superato quelli massimi di chiusura previsti nel suddetto intervallo di tempo. Gli impegni di Poste accettati dall'AGCM sono disponibili qui .
Fonte: AGCM
 
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