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| Aiuti di Stato: la Commissione avvia un’indagine approfondita su un progetto italiano di banda larga |
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| giovedì 26 luglio 2012 | |
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Aiuti di Stato: la Commissione avvia un’indagine approfondita su un progetto italiano di banda larga in Trentino
La Commissione europea ha avviato un’indagine approfondita per valutare la compatibilità con la normativa UE in materia di aiuti di Stato della joint venture tra la Provincia di Trento e l’operatore di telecomunicazioni italiano Telecom Italia, che prevede la costruzione di un’infrastruttura in fibra ottica. In questa fase, la Commissione nutre dubbi sul fatto che il progetto venga realizzato a condizioni che un investitore privato operante in condizioni di mercato avrebbe accettato. L’avvio dell’indagine approfondita offre alle parti interessate l’opportunità di presentare osservazioni sulla misura in questione, senza pregiudicare l’esito del procedimento. “Gli investimenti pubblici nelle reti a banda larga ultraveloci favoriscono la crescita e contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda digitale dell’UE. È tuttavia fondamentale garantire che i fondi pubblici non vengano utilizzati per favorire un particolare operatore del mercato, per alterare le condizioni di mercato falsando la concorrenza o per annullare i vantaggi di un mercato delle telecomunicazioni liberalizzato”, ha dichiarato Joaquín Almunia, vicepresidente della Commissione responsabile della politica di concorrenza. In seguito a una denuncia, la Commissione ha avviato un’indagine relativa ad un conferimento di capitale di 50 milioni di euro da parte della Provincia di Trento a favore di una joint venture, denominata “Trentino NGN”, con Telecom Italia, operatore italiano delle telecomunicazioni già presente sul territorio. Telecom Italia dovrebbe partecipare con un semplice contributo in natura, consistente nel trasferimento dei diritti relativi alla sua infrastruttura in rame esistente. Tale infrastruttura verrebbe poi interrotta, una volta che la rete a fibre ottiche diventerà operativa. Successivamente, in virtù di un’opzione di acquisto, Telecom Italia potrebbe diventare il proprietario unico della joint venture. In questa fase, la Commissione dubita che, nella posizione delle autorità provinciali, un investitore privato avrebbe realizzato un investimento analogo alle stesse condizioni. In primo luogo, la rete in fibra ottica prevista dovrebbe coprire zone per le quali nessun investitore privato ha mai mostrato alcun interesse. In secondo luogo, la Commissione nutre dubbi in merito al fatto che il contributo in natura da parte di Telecom Italia alla joint venture sia stato adeguatamente valutato e sospetta che Telecom Italia possa trarre altri vantaggi, grazie al doppio ruolo di azionista e fornitore di servizi di Trentino NGN. In terzo luogo, risulta dubbio che la prevista redditività del capitale netto per la Provincia sia conforme alle condizioni di mercato. La Commissione intende ora condurre un’indagine approfondita per verificare la presenza di un vantaggio economico indebito per Telecom Italia. Se tale vantaggio dovesse essere confermato, la misura verrebbe a costituire un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) e la sua compatibilità dovrebbe essere valutata alla luce degli orientamenti dell’UE sulla banda larga. Maggiori informazioni sull'indagine avviata dalla Commissione sono disponibili al seguente link .
Fonte: Commissione Europea
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