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| Parlamento europeo e governance di internet |
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| mercoledì 16 giugno 2010 | |
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Parlamento europeo e governance di internet
Il Parlamento europeo nella seduta plenaria di ieri, martedì 15 giugno, ha approvato due importanti risoluzioni dedicate al ruolo di internet nello sviluppo economico e sociale dei Paesi dell’Unione. Con la prima risoluzione proposta dalla parlamentare spagnola Maria Badia i Cutchet, il Parlamento ha manifestato a larghissima maggioranza il proprio consenso al progetto presentato dalla Commissione nel giugno dello scorso anno, sullo sviluppo di una "rete delle cose" (Internet of Things ). Nella risoluzione adottata il Parlamento sottolinea la necessità di coniugare l’implementazione della nuova tecnologia informatica che unisce chip elettronici ed indirizzi internet, basata essenzialmente su tecnologia RFID , con un’attenta valutazione ed analisi degli effetti riguardanti, in particolare: ”l'impatto sulla salute delle onde radio e di altri mezzi tecnologici che consentono l'identificazione; l'impatto ambientale dei chip e del loro riciclaggio; la vita privata e la fiducia degli utenti; i maggiori rischi in tema di cibersicurezza; la presenza di chip intelligenti in un determinato prodotto il diritto al silenzio dei chip, che garantisce l'autonomia e il controllo da parte dell'utente; le garanzie per i cittadini riguardo alla protezione durante la raccolta e l'elaborazione dei dati personali; lo sviluppo di una struttura e di un'infrastruttura di rete aggiuntive per le applicazioni dell'internet degli oggetti e l'hardware; la garanzia della miglior protezione possibile dei cittadini e delle aziende dell'UE da tutti i tipi di attacchi informatici online; l'impatto dei campi elettromagnetici sugli animali, in particolare gli uccelli presenti nelle città; l'armonizzazione degli standard regionali; lo sviluppo di standard tecnologici aperti e l'interoperabilità tra diversi sistemi; e sia oggetto se del caso, di una regolamentazione specifica a livello europeo”. Con la seconda risoluzione, adottata su proposta dell’europarlamentare spagnolo Francisco Sosa Wagner il Parlamento auspica una maggiore attenzione rivolta ai problemi della governance di Internet che, in quanto bene pubblico e globale, dovrebbe essere gestito nell'interesse generale della società. Il Parlamento europeo sostiene e condivide l’approccio adottato dalla Commissione con l’elaborazione della Digital Agenda e ritiene che i governi europei debbano “evitare un coinvolgimento nella gestione quotidiana di internet, astenen[dosi] da innovazioni e dalla concorrenza nociva mediante una regolamentazione inutile, onerosa e restrittiva e non debbano tentare di controllare quella che è e deve rimanere una proprietà pubblica a livello globale”. Il Parlamento invita, altresì, i Governi “ad evitare di imporre restrizioni all'accesso internet mediante censura, blocchi, filtri o con altri mezzi e ad astenersi dal chiedere ad enti privati di farlo” insistendo “sulla necessità di salvaguardare un internet aperto, in cui gli utenti abbiano la facoltà di accedere all'informazione e diffonderla o di eseguire le applicazioni e i servizi di loro scelta, come stabilito nel quadro regolamentare riformato delle comunicazioni elettroniche”. Le due risoluzioni che segnano un momento importante nel dibattito attuale sulla regolamentazione della rete, confermano l’approccio europeo orientato allo sviluppo di una rete inclusiva ed aperta in netta controtendenza rispetto ai tentativi, perseguiti anche dal Governo italiano, di esercitare un controllo pervasivo ed inutile sul più grande spazio di libertà e democrazia dei nostri tempi. |
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