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Agcom: pienamente operativa la Direzione Servizi Postali
venerdì 27 gennaio 2012
Agcom: pienamente operativa la Direzione Servizi Postali
Varata razionalizzazione dell’assetto organizzativo dell’Autorità da ieri pienamente operativa la Direzione Servizi Postali, istituita dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni lo scorso 20 dicembre a
seguito delle funzioni trasferite con il decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201. Il Consiglio dell’Agcom, presieduto da Corrado Calabrò, ne ha infatti definito la struttura e l’articolazione degli uffici, affidandone la responsabilità a un dirigente interno, il dottor Claudio Lorenzi. La Direzione sarà composta di tre uffici di secondo livello e opererà a 360° nel campo della regolazione e della vigilanza sui servizi postali, con particolare attenzione alla qualità del servizio universale, alla segnalazione di eventuali disservizi e, in generale, alla tutela di consumatori e utenti. Il Consiglio, su proposta del Presidente, ha inoltre deliberato una complessiva ristrutturazione volta a razionalizzare l’assetto organizzativo, accorpando direzioni di primo livello in un’ottica di efficienza, di contenimento dei costi e di valorizzazione delle risorse interne. In quest’ambito il Consiglio ha attribuito l’incarico vacante di Vice- Segretario generale, alla dottoressa Laura Aria e nominato Responsabile della Sede di Napoli l’ingegner Federico Flaviano.
Fonte:AGCOM
 
Privacy: verso un nuovo framework legislativo europeo
giovedì 26 gennaio 2012
Privacy: verso un nuovo framework legislativo europeo
La Commissione europea ha proposto nella giornata di ieri una riforma globale della normativa UE del 1995 in materia di protezione dei dati nell’intento di rafforzare i diritti della privacy on line e stimolare l’economia digitale europea. Il progresso tecnologico e la globalizzazione hanno radicalmente mutato il modo in cui sono raccolti, consultati e usati i dati personali. Per giunta, i 27 Stati membri hanno attuato la normativa del 1995 diversamente, con conseguenti divergenze sul piano dell’effettiva applicazione. Un'unica legge porrà fine all'attuale frammentazione e alla gravosità degli oneri amministrativi, promettendo alle imprese risparmi per circa 2,3 miliardi di euro l’anno. L’iniziativa contribuirà a rafforzare la fiducia dei consumatori nei servizi on line promuovendo, cosa quanto mai necessaria, la crescita economica, la creazione di posti di lavoro e l’innovazione in Europa. Le proposte della Commissione aggiornano e modernizzano i principi sanciti dalla direttiva del 1995 sulla protezione dei dati personali, in modo da garantire per il futuro la tutela dei diritti della privacy. Rientrano nel pacchetto di riforma una comunicazione strategica in cui la Commissione fissa gli obiettivi, e due proposte legislative: un regolamento che istituisce un quadro generale dell’Unione per la protezione dei dati e una direttiva sulla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati a fini di prevenzione, indagine, accertamento o perseguimento dei reati e nell’ambito delle connesse attività giudiziarie. Questi i principali cambiamenti introdotti dalla riforma. 1) Un corpus unico di norme di protezione dei dati valido per tutta l’Unione. Saranno aboliti gli oneri amministrativi inutili, come le prescrizioni in materia di comunicazione a carico delle imprese, che risparmieranno così circa 2,3 miliardi di euro l’anno. 2) Invece dell’attuale obbligo di notificare tutti i trattamenti alle autorità di protezione dei dati (inutilmente burocratico e che costa alle imprese 130 milioni di euro l'anno), il regolamento prevede maggiore responsabilità e un obbligo di rendicontazione per chi tratta i dati. Ad esempio, imprese e organizzazioni dovranno comunicare quanto prima (possibilmente entro 24 ore) alle autorità nazionali di controllo i casi di grave violazione dei dati. 3) Le organizzazioni avranno a che fare con un’unica autorità nazionale di protezione dei dati nel paese dell’Unione in cui hanno il proprio stabilimento principale. Analogamente, sarà possibile rivolgersi all'autorità di protezione dei dati del proprio paese, anche se i dati sono trattati da un'impresa con sede fuori dell'Unione. Ogniqualvolta sarà necessario il consenso per trattare i dati, occorrerà chiederlo esplicitamente: il consenso non può essere presunto. 4) Sarà più facile accedere ai propri dati personali e sarà agevolato anche il trasferimento dei dati da un fornitore di servizi a un altro (diritto alla portabilità dei dati), il che comporterà un miglioramento della concorrenza tra i servizi. 5) Il diritto all’oblio permetterà di gestire meglio i rischi connessi alla protezione dei dati on line: chiunque potrà cancellare i propri dati se non sussistono motivi legittimi per mantenerli. 6) Le norme UE si applicheranno anche ai dati personali trattati all’estero da imprese che sono attive sul mercato unico e offrono servizi ai cittadini dell'Unione. 7) Le autorità nazionali indipendenti di protezione dei dati avranno maggiori poteri in modo da applicare meglio le norme UE nei rispettivi paesi. Potranno ad esempio comminare, alle imprese che violano il diritto dell'Unione, sanzioni pecuniarie; complessivamente si potrebbero raggiungere somme fino a 1 milione di euro o pari persino al 2% del fatturato mondiale annuo. 8) La nuova direttiva applicherà i principi generali e le norme di protezione dei dati alla cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale. Le sue disposizioni disciplineranno i trasferimenti di dati sia nazionali che transfrontalieri. Le proposte della Commissione passano ora al Parlamento europeo e agli Stati membri dell’Unione (riuniti in sede di Consiglio dei Ministri) per discussione e, una volta adottate, non entreranno in vigore prima di due anni. "Solo 17 anni fa nemmeno l’1% degli europei sapeva usare Internet. Oggi non si contano i dati personali trasferiti e scambiati attraverso i continenti e per l’intero globo in qualche frazione di secondo" ha dichiarato Viviane Reding, Vicepresidente e Commissaria UE per la Giustizia. “La protezione dei dati personali è un diritto fondamentale di tutti gli europei, eppure non sempre i cittadini sentono di avere il pieno controllo dei propri dati. Le nostre proposte creeranno fiducia nei servizi on line visto che saremo tutti più informati sui nostri diritti e avremo un maggiore controllo di tali informazioni. Nel far ciò la riforma provvederà anche a semplificare  a vita e a ridurre gli oneri delle imprese. Con un quadro giuridico saldo, chiaro e uniforme a livello dell’Unione si potrà sprigionare tutto il potenziale del mercato unico digitale e saranno stimolate la crescita economica, l’innovazione e la creazione di posti di lavoro”.
Fonte: Commissione europea
 
Autorità energia: approvate 47 nuove proposte per la promozione dell’efficienza energetica
mercoledì 25 gennaio 2012
Autorità energia: approvate 47 nuove proposte per la promozione dell’efficienza energetica
L'Autorità per l'energia ha approvato 47 nuove proposte per la promozione dell'efficienza energetica nell'ambito del meccanismo dei certificati bianchi.1 Gli interventi, per circa il 95% concentrati nel settore industriale, permetteranno una riduzione di consumi stimata di oltre 800 mila tonnellate equivalenti di petrolio nei prossimi cinque anni. Le nuove proposte approvate favoriscono la diffusione di tecnologie strutturali, in grado di generare risparmi energetici ed economici a favore dei consumatori e del Paese per molti anni, come previsto dalle nuove Linee guida recentemente introdotte dall'Autorità in tema di efficienza energetica (delibera EEN 9/11). La maggior parte degli interventi riguarda l'ottimizzazione degli impianti (valore medio pari a 5,3 ktep/anno) e l'introduzione di componenti più efficienti (forni, bruciatori, miscelatori), con un valore di risparmio medio pari a 3,6 ktep/anno. Secondo le stime fornite dagli stessi proponenti, i 47 progetti -che si aggiungono ai 594 già approvati dall'avvio del meccanismo nel 2005-  consentiranno  risparmi medi annui pari a circa 160.000 tep, di cui circa 55.000 tep/anno per risparmi di energia elettrica, quasi 43.500 tep/anno per risparmi di gas naturale e quasi 62.500 tep/anno per risparmi di altre forme di energia (ad esempio olio combustibile o gasolio) per usi diversi dall'autotrazione. Oltre il 70% di questi risparmi verrà conseguito grazie agli interventi proposti dalle società di  servizi energetici (ESCO) , oltre il 20% dai soggetti con obbligo di nomina dell'"energy manager" e circa il 5 % direttamente dai distributori di gas o energia elettrica.
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